Capelli disciolti, arruffati, scomposti, milioni di raggi a illuminare i miei sensi, mani decise e sapienti si insinuano dentro, cercando di dargli quel senso ormai perso, scoprendo il tuo volto.
Occhi arrossati, struccati, socchiusi, incrocio il tuo sguardo e leggo il piacere, mi penetra dentro come una lama sottile, non provo dolore, non voglio fuggire, continuo a guardarti senza parlare.
Corpi distesi, spogliati, sudati, si sono incrociati, fusi l’un l’altro, accoppiati, le lingue hanno colto ogni loro sapore, le mani donato più di un sussulto, le bocche placato l’ ardore, bevendone il frutto.
Luce soffusa, filtrata, invadente, si ferma sui pezzi, li rende evidenti, la tua gamba su un fianco, un tuo seno scoperto, la testa ora giace sopita sul mio petto, il tuo caldo respiro scandisce il mio tempo.